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SPORT: COSA PUÒ FARE DAVVERO IL COMUNE


Una delle mie priorità programmatiche sono i servizi rivolti ai cittadini che consentono lo sviluppo e il benessere della comunità. Tra questi, l’ho scritto sin dallo scorso ottobre, è compresa l’offerta sportiva sul territorio, che il Comune deve impegnarsi a incentivare e sostenere il più possibile, agendo da facilitatore per creare collaborazioni tra pubblico e privato, incoraggiando le associazioni che si prodigano per migliorare la qualità della nostra vita, coinvolgendo le scuole e le organizzazioni sportive.

Le istituzioni scolastiche, in particolare, devono essere un veicolo di partecipazione e conoscenza: “educazione fisica” significa proprio coltivare l’interesse per l’attività sportiva e l’attenzione per la salute dei nostri giovani, anche di quelli più fragili.


I luoghi non mancano, lo abbiamo documentato tempo fa: esistono spazi che potrebbero essere ristrutturati, riqualificati e messi a disposizione per ospitare iniziative ricreative, sportive, di aggregazione e socialità, e non solo. Inoltre, tante attività praticate dai cittadini, senza limitazione di genere o di età, si svolgono all’aperto. Bisogna quindi agevolare l’utilizzo di campi (calcetto, basket, tennis…), creare percorsi guidati nel verde (corsa, passeggiate…) e “anelli” per il cicloturismo, tenendo sempre al centro il rispetto per l’ambiente naturale, che è prioritario.


Da dove si può cominciare? Dalla nascita un gruppo di progettazione condivisa, con tecnici comunali, Consulta dello Sport, associazioni e privati coinvolti, per raggiungere una serie di obiettivi: fare l’inventario delle strutture disponibili; raccogliere progetti e valutazioni di potenziali finanziamenti; immaginare opportunità di marketing urbano legate allo sport che possano attrarre interesse e investimenti; elaborare proposte di partecipazione attiva della cittadinanza e di monitoraggio permanente del successo delle iniziative.

Ecco cosa può fare esattamente il Comune.

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