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CARENGIONE: SERVE UN PROGETTO CHIARO


Il Carengione può diventare una straordinaria occasione in termini ambientali se si persegue il progetto per la realizzazione dell’oasi naturale, acquisendo al patrimonio pubblico nuove aree attorno a essa.

L’acquisizione di nuove aree è possibile grazie anche a finanziamenti pubblici a fondo perduto, come il bando regionale 2021 per il finanziamento di «Infrastrutture verdi a rilevanza ecologica e di incremento della naturalità”, con cui il Comune potrebbe acquisire aree fino a 200.000 euro a fondo perduto. Si può anche avviare un percorso di project financing che coinvolga le proprietà delle aree e altri soggetti.

Se vogliamo veramente che il Carengione diventi un’oasi naturalistica è indispensabile avviare un percorso che abbia l’obbiettivo di perimetrare il cuore verde e la zona umida, nella quale avviare implementazioni allo scopo di promuovere la biodiversità e le attività di didattica e osservazione dell’ambiente naturale. A questo scopo è necessaria una serie di azioni.


Azioni propedeutiche

  • Definizione dei limiti precisi dell’area.

  • Analisi ecologico-naturalistica (strutturale e funzionale) delle aree ad essa interne.

  • Analisi dello stato di attecchimento e sviluppo degli impianti vegetali realizzati.

  • Analisi dei fattori di pressione esterni all’area e individuazione del grado di intensità del disturbo

  • Analisi degli ulteriori condizionamenti presenti (aree di caccia, ecc.).


Azioni per il contenimento dei fattori di pressione esogeni

  • Individuazione soluzioni tecniche e progettazione di sistemi filtro perimetrali polivalenti (che non rappresentino essi stessi elemento di disturbo per le funzioni svolte dal sito per gli uccelli acquatici svernanti).

  • Attivazione del percorso di impedimento delle attività venatorie all’interno del sito, nella porzione agricola.


Azioni per l’incremento delle funzioni faunistiche del sito

  • Individuazione soluzioni tecniche e progettazione di un mosaico di unità ecosistemiche differenziate all’interno di tutto il sito, con creazione di habitat diversi funzionali non solo ai contingenti ornitici, ma anche per l’entomofauna (lepidotteri diurni e odonati).

  • Individuazione soluzioni tecniche e progettazione dei punti di avvistamento (altane, capanni, ecc.).

  • Individuazione soluzioni tecniche e progettazione delle aree da dedicare alle attività didattiche per le scuole (praterie delle farfalle, zone umide delle libellule).


Azioni per la gestione successiva del sito

  • Individuazione delle soluzioni amministrative e tecniche per il sollecito ed il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste già attive in loco all’assunzione della gestione del sito

  • Verifica dell’interesse di WWF o Lipu nell’assunzione ed istituzione di oasi naturalistica.


Ciò premesso, le aree attorno al Carengione potranno essere, se acquisite al patrimonio pubblico, fruite per attività sportive, passeggio, aree di sosta, camminamenti alberati che connettano le diverse frazioni.




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