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SAN BOVIO: INCONTRO CON I CANDIDATI


L’associazione “Quei Bovi di San Bovio” ha organizzato un incontro con i quattro candidati sindaci in collaborazione con i cittadini Sanbovesi del gruppo Facebook “Amo e Vivo San Bovio”. Nel corso della serata, che si è svolta il 23 settembre, sono state poste a ognuno di loro tre domande introduttive e, a seguire, dieci domande su aspetti significativi ed esigenze specifiche della frazione. Queste le risposte di Marco Malinverno.


Perché vuoi candidarti a Sindaco di Peschiera Borromeo?

Dopo essere stato sindaco dal 1995 al 2004, sono rimasto fuori dalla politica. Ma un gruppo di cittadini provenienti da diverse aree politico-culturali ha lanciato un appello affinché mi candidassi, per ricostruire un Comune aperto, con la partecipazione dei cittadini, capace di restituire quei servizi e quelle strutture che oggi a Peschiera mancano. Ritengo che a Peschiera i cittadini debbano tornare a essere protagonisti. C’è soprattutto bisogno di un Comune che sia impresa sociale, in grado di fornire servizi, ma soprattutto di interagire con la società civile, con la comunità intera. Oggi ci sono molti finanziamenti disponibili e il nostro Comune ha tante risorse, ma molte sono sprecate e non gestite in modo adeguato perché manca l’organizzazione. Credo sia il momento di dare una grande svolta. Le elezioni di questa tornata amministrativa sono molto importanti perché i cittadini possano tornare a essere attori di un vero cambiamento.


Come potremmo noi cittadini aiutarti a governare meglio la nostra città?

Poiché il sindaco è una funzione con scarsi poteri e scarsi strumenti di intervento, per la difficoltà e la complessità della normativa, deve essere capace di costruire una squadra: la squadra della Giunta, la squadra che organizza il Comune, ma soprattutto una squadra capace di aprirsi alla società civile, che sia in grado di intraprendere un rapporto con i vari soggetti, per esempio le associazioni propositive come la vostra. Ma questo deve avvenire all’interno di un disegno. Chi si candida a governare la città deve dichiarare esattamente quali sono gli indirizzi, qual è l’obiettivo, qual è la visione della città.

Abbiamo una realtà imprenditoriale che ha bisogno di essere ascoltata, che vuole finanziare, intervenire, investire. Ci sono associazioni che hanno progetti, che hanno ottenuto finanziamenti ma non sono state ascoltate. Bisogna invertire questa tendenza. Lo so, è difficile. Ma nell’ascolto e nel confronto democratico, restituendo al Consiglio comunale un ruolo di centralità, si può tornare a farsi aiutare meglio dai cittadini.


Sei disponibile ad effettuare a San Bovio riunioni pubbliche ogni 6 mesi per verificare problemi e soluzioni?

La risposta è sì, ovviamente. Bisogna riattivare i comitati di frazione, cosa che in questi anni non è accaduta. Sono determinato a trasferire stabilmente a San Bovio alcuni servizi fondamentali del Comune, nel centro civico che aspetta da undici anni di essere acquisito a patrimonio pubblico. Perché il problema vero è che ci si può confrontare, ma ci si deve confrontare sui fatti, sui contenuti, sui bisogni, sui problemi. Non sulle annose questioni della città frazionata, dove non c’è un centro. Usciamo da questa discussione che non ha esito e che non è al passo con i tempi. Oggi è necessario fare degli investimenti. Una frazione come San Bovio ormai è un Comune, che ha una trazione verso Milano e verso il Parco Sud diversa. Quindi, certo che vanno fatte le riunioni, ma anche per coinvolgere i cittadini nella progettazione e nella visione del futuro della frazione.



DIECI DOMANDE


1. Avete in previsione un cambio di destinazione d’uso per l’Ex area Postalmarket, adesso di proprietà di Akno Group? E più nello specifico qual è la Vs. posizione riguardo al consumo di suolo visto che arriviamo da 5 anni di consumo zero?

Non è vero che veniamo da cinque anni di consumo zero perché lasciare cadere in degrado immobili di proprietà comunale, come il Centro civico di San Bovio, il Bistrò, la Cascina Lorini e l’ex scuola di Linate, è “spreco” di suolo, peggio del consumo. In Comune ci sono piani di lottizzazione fermi, con commissari ad acta della Regione Lombardia, perché questa Amministrazione ha fatto la scelta di congelare, di non decidere. E il consumo di suolo, per il quale una legge regionale stabilisce criteri precisi, viene spesso richiamato per raccontare inesattezze. Alcuni ricordano del mio mandato solo le case di San Bovio, mentre invece, con le amministrazioni che ho guidato, ho realizzato servizi come il dispensario farmaceutico (poi farmacia), la posta, la ristrutturazione del centro civico, il centro anziani, la ludoteca.

Bisogna fare in modo che la ex Postal Market sia occasione di un intervento positivo per il territorio. L’Amministrazione non l’ha ancora reso noto pubblicamente, ma è stato presentato in Comune un progetto per la realizzazione di un data center da parte di Microsoft. Se dovessi diventare sindaco valuteremo il progetto in funzione della riqualificazione della frazione (e rigenerazione rispettosa dell’ambiente) per la creazione di un sistema di piazza che al posto della vecchia palazzina Postal Market preveda negozi, servizi e botteghe artigiane.


2. Che programmi avete per l’edificio costruito e da anni abbandonato in Viale Abruzzi, anche dopo le varie ipotesi di destinazione d’uso?

Mi sembra che i cittadini di San Bovio si siano già espressi. Se non ricordo male un consigliere comunale di opposizione ha promosso una petizione firmata da 2000 cittadini che chiedevano servizi socio-sanitari. San Bovio è una frazione dove vivono giovani, famiglie, ma anche tanti anziani. Perciò bisogna dare una risposta di medicina territoriale. Ora che Regione Lombardia ha approvato in Giunta la riforma sanitaria, da discutere prossimamente in Consiglio, credo sia indispensabile che il Comune di Peschiera si candidi ad avere servizi sanitari sul territorio. L’edificio in questione deve essere acquisito a patrimonio comunale per realizzare al suo interno servizi e attività per i cittadini della frazione: una postazione con operatore unico per servizi demografici, anagrafe e informazioni generali, e una postazione/presidio della vigilanza urbana. Nella stessa struttura possono trovare spazio attività sanitarie e di diagnostica di base, un luogo di aggregazione per i giovani e spazi per le attività sociali. L’area attorno al centro civico va riqualificata con aree per attività sportiva esterna e strutture a parco.


3. Avete in previsione un collegamento ciclabile da San Bovio verso il resto del nostro Comune, inoltre proseguirete il progetto di ciclopedonale verso San Felice/Idroscalo?

La città non ha un Piano della Mobilità sostenibile né un Piano dei Servizi. Bisogna inquadrare gli interventi in uno scenario complessivo. Vorrei ricordare che la maggior parte delle piste ciclabili è stata realizzata dalle amministrazioni che ho guidato. Oggi bisogna fare un passo ulteriore, legato all’utilizzo del Carengione, che deve diventare un’oasi naturalistica. Intorno ci sono aree, da acquisire a patrimonio pubblico, che connettono frazioni e Idroscalo. E va declassata la Mirazzano-Vimodrone, vecchio progetto mai portato avanti. L’Amministrazione può realizzare interventi immediati per fare in modo che quella strada non abbia l’utilizzo attuale. Più avanti, all’interno del Piano della Mobilità, si potrà creare quel sistema di connessioni che oggi oggettivamente manca.


4. Centro Sportivo in concessione ad Ausonia: pensate sia possibile modificare la concessione per assegnarla ad un terzo che faccia rinascere lo sport a San Bovio? (Ad oggi San Bovio non ha più un campo di calcio!).

A San Bovio c’è la possibilità di creare campi da gioco anche in spazi liberi. Ci sono le aree vicino al centro civico, ancora non acquisito, ma anche altri spazi. Ho avuto modo di incontrare i dirigenti di Ausonia e ho capito che non ci sono difficoltà a far partire l’attività sportiva. Basterebbe affrontare una serie di problematiche probabilmente nate da una mancanza di dialogo con l’Amministrazione, sarà da verificare con le carte. Ritengo che sia fondamentale rivedere la concessione e far ripartire subito l’attività sportiva su quel terreno. Ma l’Amministrazione deve essere in grado di dialogare e interagire altrimenti non si può arrivare a un accordo, che si trova solo nella modalità win win.


5. A Peschiera Borromeo vi è carenza di medici di base (a San Bovio non esiste più un pediatra!). In base a quanto in Vs. potere avete qualche proposta per semplificare la vita ai Peschieresi?

Il Comune ha risorse economiche che possono essere utilizzate e anche spazi e strutture in più parti del territorio (a San Bovio si può acquisire il centro civico). Con la riforma sanitaria regionale obiettivo fondamentale per il nostro Comune è quello di tornare a servizi sanitari e medicina di base. L’ATS di Peschiera (in via Matteotti) deve essere sede di servizi amministrativi, di specialistica e diagnostica di base. Bisogna integrare i servizi di consultorio pubblico ed evitare trasferimenti di servizi presso Comuni limitrofi, come già accaduto con Paullo, con grande disagio per i nostri gli anziani.

Il problema dei medici da noi è serio e lo è anche di più nella Città metropolitana, ma questo non è di competenza dell’Amministrazione.


6. Avete intenzione di migliorare il trasporto pubblico di San Bovio, anche in base al nuovo TPL, che doveva già essere realtà e che forse causa Covid è ancora in stand-by?

Con l’apertura della M4 il Comune deve cercare in tutti i modi di trovare un accordo con M4, SEA, agenzia della mobilità, area metropolitana per il passaggio dall’ingresso remoto dell’aeroporto, soluzione che consentirebbe di collegare San Felice, San Bovio direttamente a M4. Non con l’idea di fare la navetta tra M3 e M4, come questa amministrazione ha proposto: proposta che è stata fatta senza che il Consiglio comunale sapesse nulla. In cinque anni la Commissione trasporti si è riunita una volta sola, mentre invece in nome dei principi della partecipazione e della democrazia si sarebbe dovuto discutere, considerato che questo è uno degli aspetti più delicati. Noi spendiamo 1.750.000 euro per il trasporto pubblico, che per la maggior parte è a km.

Bisogna valutare un servizio di trasporto a chiamata facilitandone la modalità di prenotazione, estendere il car sharing nelle varie frazioni e pensare al taxi per anziani.

Ma il nodo fondamentale è quello della M4, perché se non risolviamo questo problema rischiamo di fare dei voli pindarici che aumentano il chilometraggio e i costi per il Comune.


7. Riguardo alla sicurezza, avete intenzione di riaprire il posto di Polizia Locale a San Bovio e/o inserire la figura del vigile di quartiere? Aumentare il servizio di video sorveglianza per scongiurare la miriade di furti sulle auto e i molti casi di vandalismo.

Il sistema di videocamere è un deterrente, ma non basta. C’è bisogno di lavorare sulla formazione della Polizia locale, da un lato per la costruzione di banche dati, perché gli interventi contro la microcriminalità richiedono una paziente gestione delle informazioni, e dall’altro per ottenere una profonda conoscenza del territorio.

Ci vuole una postazione della Polizia locale/presidio della vigilanza urbana con il pattugliamento della zona specialmente nel corso delle ore notturne. Il vigile deve tornare a conoscere i cittadini, a sapere cosa accade nel quartiere. La cosa interessante è che a San Bovio abbiamo associazioni come la vostra che possono essere attive nella funzione di controllo del vicinato: un’alleanza fondamentale per la sicurezza.


8. Sappiamo che la SP 160 (Via Lombardia) è di competenza di Città Metropolitana. Avete idea di come intervenire nei loro confronti per migliorare l’accesso da e per Via Nassiriya che ad oggi è in condizioni pietose e molto pericoloso?

Il declassamento della Mirazzano Vimodrone è un vecchio progetto mai attuato. Il problema è che Area metropolitana cede le strade quando sono onerose. Per esempio aveva ceduto via Di Vittorio perché il passaggio dei mezzi pesanti deteriora prima la strada. Sono convinto che si riuscirà a realizzare il declassamento, ma l'utilizzo di quella arteria deve essere ripensato: con l’organizzazione della ZTL nelle ore di maggiore transito, con sistemi viabilistici che consentano il rallentamento, con un percorso ciclo pedonale adiacente. Una storia annosa è via Trieste. Non si può pensare che San Bovio rimanga bloccata su quello snodo. Bisogna recuperare lo spazio per pensare a un sistema che consenta ingresso e fuoriuscita nel parco, senza pericoli. Richiederà del tempo dal punto di vista amministrativo, ma è necessario farlo.


9. Avete in mente qualche proposta per i ragazzi di San Bovio al momento sprovvisti di qualsiasi servizio aggregativo, che sia magari propedeutico per evitare i “vandalismi per noia”?

Innanzitutto bisogna riavviare le attività sportive e fare in modo che la città diventi attrattiva. Bisogna riaprire i centri di aggregazione dei giovani (per esempio all’interno del centro civico): una volta ce ne erano quattro, c’erano biblioteche, spazi per gli adolescenti. Tutto questo va fatto in accordo con le associazioni che rappresentano i giovani. Non so più nulla del Consiglio comunale dei ragazzi, per esempio. Ho incontrato diversi giovani nel corso di questa campagna elettorale e il rapporto con loro è importante, perché non basta fornire strutture, bisogna anche avere credibilità per dialogare con loro. Non si sentono ascoltati. I vandalismi per noia sono un fatto sintomatico di una società che tende a chiudere in cluster fasce di popolazione con il risultato dell’incomunicabilità. Non dimentichiamo la scuola: ci vuole un rapporto diverso con la dirigenza scolastica per programmare interventi coordinati.


10. Nel recente passato si sono verificate criticità in Via Trieste, unica via d’ingresso e uscita per San Bovio. Avete in programma uno studio per migliorare questo problema? Magari anche prevedendo una rotonda.

Compito della politica è dare indirizzi. L’obiettivo è rendere sicuro il transito. A Peschiera vediamo che nelle rotonde la pericolosità è aumentata: se la rotonda è troppo piccola, c’è la tendenza a entrare in velocità con il rischio di incidenti. Una rotonda ben architettata, o anche un semaforo, sarebbe una buona soluzione, che va seriamente analizzata e studiata.

Ci sono tanti punti a Peschiera che richiedono un ripensamento e una rivalutazione in questo senso. L’importante è che l’amministrazione abbia ben chiara la finalità politica, rispetto alla sicurezza e all’ambiente.



APPELLO CONCLUSIVO


Invito i cittadini a leggere il nostro programma. Siamo una coalizione di programma e veniamo da oltre dieci mesi di attività di ascolto e di confronto con la comunità locale, con associazioni e cittadini, con privati e interlocutori istituzionali. Abbiamo coinvolto circa quaranta professionalità diverse dal mondo della scuola, dell’ambiente, dell’economia e del lavoro. Partendo dai bisogni concreti della città abbiamo cercato di capire qual è la visione futura, dove vogliamo proiettare Peschiera Borromeo.

Il nostro programma è un elenco di progetti fondamentali. Non contiene slogan, non invitiamo a votare sulla base di sigle partitiche, ma sulla base di competenza, esperienza e professionalità. E’ il frutto di una dimensione di passione umana, perché l’impegno nella politica per me è sempre stato legato agli ideali. Lo rivendico e credo faccia la differenza. Il motivo per cui mi sono ricandidato è anche per permettere a una classe nuova di persone, soprattutto di giovani, di fare la politica. Perciò, oltre all’invito a leggere il programma, vi invito a guardare le liste che mi sostengono e i rispettivi candidati consiglieri. Sono liste importanti, con persone nuove, in gran parte, e competenti, che hanno partecipato alla discussione e alla compilazione della nostra proposta. Lo dico a tutti i cittadini: una volta eletto voglio essere il sindaco di tutti, non il sindaco di una parte. Non l’ho fatto in passato e non lo farò se dovessi tornare a essere sindaco.



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