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DIETRO LO SCHERMO DELLE OMBRE CINESI

Oggi ho letto un post riprovevole, confutabile e disonorevole per chi l’ha scritto.

Il suo titolo - “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” - allude esplicitamente ai rapporti del sottoscritto con una persona coinvolta nella redazione dell’Impronta. Nella sostanza, mi si dà maldestramente del fascista, mettendo in dubbio che io possa essere, se eletto, garante dei principi costituzionali e democratici.

Maldestramente perché si dà del fascista a una persona che viene da una famiglia e da una storia di militanza politica antifascista, che per radici e convinzioni ha vissuto e vive nel rispetto dei valori libertari ispirati dalla Costituzione, originata dalla resistenza. Una persona che, anzi, ascolta e tiene in alta considerazione l’opinione altrui, convinto della ricchezza del contraddittorio, elemento fondante della democrazia.


I fatti parlano più delle parole (1). Il sottoscritto, da sindaco, ha intitolato una piazza di Peschiera Borromeo al presidente Sandro Pertini, Medaglia d’Oro come “Animatore instancabile della lotta per la libertà d’Italia”, ed è proprio Sandro Pertini, emblema dei valori antifascisti, che abbiamo ricordato il 17 settembre in una iniziativa della lista civica Peschiera Partecipa.


I fatti parlano più delle parole (2). La lista che ha pubblicato il post in questione e che sente il bisogno di screditare l’avversario con sospetti infondati e offensivi, ha avuto modo, al governo della città, di dimostrare ciò in cui crede. Sì, con l’invio di una pattuglia della Polizia locale a casa di una cittadina “rea” di avere criticato l’amministrazione comunale su Facebook, e con l’”invito” a scrivere una lettera di scuse al sindaco. Un bell’esempio di rispetto della libertà di opinione e rifiuto dell’autoritarismo.


I fatti parlano più delle parole (3). Dove sono stati, in questi anni, i principi citati nel post di questa mattina, ovvero apprezzamento per chi ha posizioni diverse, amore per il confronto e il dialogo, anche con l’avversario politico? Gli stessi cittadini lamentano mancanza di ascolto e di risposte, che sono le basi della convivenza pacifica e della democrazia.


In un recente incontro che ha visto la partecipazione di tutti i candidati a sindaco di Peschiera Borromeo, è stata da più parti auspicata una campagna elettorale civile, basata su una pacata e sana competizione, che punti a mettere i cittadini in grado di capire quali sono i progetti che i candidati propongono per il loro futuro, per rispondere ai loro bisogni, per migliorare la qualità della loro vita e per far crescere la nostra città.

Prendo atto del fatto che questo auspicio non è condiviso da tutti, per ribadire che invece, per me e la mia coalizione, ciò che conta sono il programma e i progetti. Che questa sia una coalizione orientata alla concretezza, basata su un totale allineamento sul programma di governo della città, per il suo futuro e il suo sviluppo, in un clima di collaborazione e di ascolto tra tutte le parti, era noto sin dall’inizio. E così è ancora oggi.

Solo in eccezionalità abbiamo risposto alla provocazione, uscendo dal nostro tracciato, fatto di eleganza e rispetto per il lavoro degli altri candidati, di cui ci interessa solo quanto hanno da proporre per il bene di Peschiera. Ma ci sembrava opportuno esprimerci di fronte a un attacco mal orchestrato e a un tentativo di diffamazione, che non poteva restare senza risposta. Tuttavia, i miei interventi riguardanti post o dichiarazioni di questa caratura, provocatoria e demolitrice invece che costruttiva e dialogante, si fermano qui.

Ora andiamo avanti per la nostra strada e non ci faremo distrarre da altro. Abbiamo rispetto degli elettori e vogliamo che restino concentrati sui contenuti dei programmi. Laddove esistono, naturalmente.


Concludo con un pensiero che ci riconduce al titolo del post. “Davanti allo schermo delle ombre cinesi tutto è chiaro… Silhouettes perfette che riconosci subito: il drago ha veramente le sembianze di un drago e dell’impavido guerriero puoi distinguere ogni minimo dettaglio, dall’elmo frangiato alla cavalcatura possente… Poi, a spettacolo finito, la scoperta esterrefatta di un bambino che sbircia dentro il teatrino di legno: il drago è un insieme fragile di lembi di stoffa e carta di giornale, il guerriero è una sagoma di sughero mal tagliata, cui solo la potente luce di una lampada e la magia del teatro conferiscono la dignità di una cosa vera”.

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