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Programma #8 ISTRUZIONE e Diritto allo Studio


All’Amministrazione comunale sono assegnati, principalmente, i compiti di gestione degli edifici scolastici, della logistica che vi ruota intorno e dei trasporti, a cui sono dedicate sostanziali e specifiche risorse. Il ruolo dell’ente locale, però, non può limitarsi a questo. Il diritto allo studio sul territorio è un elemento centrale, che rende necessaria una grande collaborazione con le istituzioni scolastiche perché vi sia una comunità di intenti (“Non si può affidare solo alle istituzioni ‘preposte’ l’opera educativa perché essa dipende dall’ethos della società circostante”, G. M. Bertin).

In primo luogo la città costituisce un luogo educativo e il Comune deve lavorare per far emergere la consapevolezza di questo ruolo al suo interno, nonché nella cittadinanza; in secondo luogo, deve avere la volontà di coordinare le attività di tutti i servizi educativi, scuola compresa, con l’obiettivo di diffondere tra questi i medesimi principi pedagogici e la consapevolezza di appartenere a un unico contesto educativo; infine, deve creare specifici percorsi di scoperta e conoscenza del territorio cittadino affidando il compito a servizi educativi già esistenti nonché ad associazioni del territorio. Questo approccio, che si definisce “la città educativa”, ha poi la possibilità di essere esteso, anche grazie agli stessi primi destinatari (i bambini e i ragazzi delle scuole), alle famiglie e alla cittadinanza intera.

Una scuola aperta e partecipata, supportata dall’ente locale, pone in essere il concetto di “fare villaggio” in collaborazione con associazioni di volontariato, realtà imprenditoriali locali, con l’obiettivo di costituire un’ampia comunità educante, che dialoga, progetta ed è in grado di dare risposte adeguate al fenomeno dell’ormai diffusa povertà educativa minorile. Il ruolo delle istituzioni scolastiche ovviamente è centrale, sia perché sono formalmente incaricate della programmazione didattico-educativa sia perché hanno le risorse e le competenze per garantire continuità e coerenza scientifico-pedagogica al di là delle aspirazioni e mutazioni nella geometria politica delle Amministrazioni.

Per agire da facilitatore il Comune deve focalizzare le risorse al suo interno e individuare punti di riferimento che possano gestire le relazioni con altri enti, istituzioni e associazioni sul territorio comunale, ma anche metropolitano.


Alcune direttrici.

1. Attivare le strutture comunali per un’analisi quantitativa dei vari fenomeni:

- uno studio demografico a fini previsionali dei potenziali flussi in entrata nelle varie

istituzioni scolastiche;

- una valutazione sulla diaspora dei giovani di Peschiera Borromeo verso le varie

istituzioni scolastiche dell’area metropolitana per prioritizzare la creazione di relazioni

a sostegno del diritto allo studio;

- una indagine conoscitiva sulla situazione della dispersione scolastica;

- una indagine conoscitiva sugli specifici temi della disabilità.

2. Aprire immediatamente i tavoli permanenti di ascolto e collaborazione con le istituzioni

scolastiche:

- per la creazione e valutazione dei progetti che sono già nel portafoglio;

- per individuare elementi concreti da inserire nella programmazione triennale a cui il

Comune è tenuto a trovare un adeguato sostegno in termini di risorse nel bilancio;

- per mettersi in condizione di rispettare i tempi e le cadenze istituzionali, garantire la

continuità e rendere possibile un efficace utilizzo delle risorse per il bene della comunità tutta.

3. Una forte e incisiva progettualità specifica dovrà essere dedicata alla tema della

disabilità, con l’attivazione di rapporti qualificati, spesso ormai abbandonati, con le reti

di enti e, in particolare, con la ATS: la riattivazione di queste relazioni può creare la

massa critica per realizzare percorsi di qualità educativa rivolti alle fasce più deboli.

4. Valutare un progetto educativo specifico che valorizzi l’Oasi naturalistica del Carengione

come elemento di “conoscenza” del nostro territorio verde e come esempio (finanziabile)

di una risorsa fruibile anche a livello metropolitano (insieme all’Idroscalo). Anche le

strutture produttive del Parco Agricolo Sud potrebbero essere oggetto di attenzione e

progetti specifici su commercio a “chilometro zero”, alimentazione naturale e

sostenibilità.

5. Siccome la comunità educante è l’intera collettività che ruota e cresce intorno ai giovani,

il Comune deve fare anche da facilitatore per una efficace comunicazione e

collaborazione tra le istituzioni scolastiche e le associazioni presenti sul territorio che, a

vario titolo (in campo sportivo e culturale), offrono servizi educativi in senso lato - in

particolare quelle che si occupano in modo strutturale di “educazione”, come la Civica

Scuola di Musica, o che hanno compiti educativi istituzionali, come la Protezione Civile.

6. Valutare possibili interventi per aumentare l’offerta di asili nido se le indagini

demografiche confermeranno la necessità (es. struttura ex-Microsoft a San Bovio?).

7. Pianificare azioni informative e formative – a disposizione del personale del Comune e di

tutti gli addetti coinvolti nel campo dell’Istruzione sul territorio comunale – per

accrescere la capacità di lavorare per progetti, con obiettivi dettagliati, misurabili,

raggiungibili, realistici e dotati di vincoli temporali.

8. Lavorare con le istituzioni per sviluppare la capacità di reperire finanziamenti,

attivando progetti che accrescano le opportunità di erogare servizi ai cittadini in età

scolare.

9. Attivare un rapporto di collaborazione con le famiglie “del villaggio”.


Per gli studenti della scuola secondaria.

1. Attivare rapporti con le scuole in modo da facilitare l’orientamento e le opportunità di

seguire gli studenti nel loro percorso.

2. Valutare che supporto dare per i trasporti, coordinandosi con il settore che se ne occupa.

3. Valutare quali strutture e quali risorse possano essere dedicate per ospitare la

continuità di supporto agli studenti sul nostro territorio (con un concetto di “Polo

formativo” di prossimità che assecondi la tendenza alla “città in un quarto d’ora”). In

questa ottica valutare la progettazione di ITS (scuole post diploma professionali)

4. Collaborare con le scuole e con il tessuto economico locale per facilitare esperienze di

scuola-lavoro che connettano il territorio, le scuole e, in particolare, i nostri studenti per

offrire loro un ulteriore impulso di orientamento e creazione di rapporti.

5. Mantenere una forte relazione con le azioni in ambito formazione, economia e lavoro per offrire sbocchi e, ove possibile, un’offerta formativa post-obbligo (vedi offerta AFOL etc.), che alimenti le politiche attive del lavoro che si intende sostenere sul nostro territorio.



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