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Programma #2 POLITICHE SOCIO-SANITARIE


Le politiche socio-sanitarie riguardano l’integrazione tra le diverse politiche: il sociale con il sanitario, l’istruzione, le politiche dell’abitare, il lavoro, la formazione permanente. Dovranno essere il frutto di una concertazione tra Comune e istituzioni (Regione, Area Metropolitana, ATS, Afol, centri di formazione, scuole...), tra Comune e soggetti del terzo settore, privato sociale, privati e imprese (associazioni territoriali ed extra territoriali), tra Comune e famiglie.

Questo sistema integrato implica che i servizi promuovano prassi comuni di collaborazione, strutturando un approccio globale alle situazioni di bisogno e avviando un processo che coinvolga tutti i soggetti territoriali, secondo il principio di sussidiarietà, compresi i cittadini.

L’obiettivo fondamentale è superare una modalità assistenziale e distributiva per generare risorse proprie all’interno della comunità locale.

Il concetto da cui partire è la partecipazione, intesa come metodo necessario per valorizzare l’apporto di tutti i soggetti del territorio, dei cittadini e delle formazioni sociali.

Il Comune deve agire da propulsore, chiamando a raccolta tutte le realtà sociali che fanno parte del territorio e che in esso operano, valorizzando l’insieme delle esperienze presenti, incentivando la costruzione di nuovi legami, avviando processi di messa in rete, di conoscenza e di approfondimento della realtà locale, dei suoi bisogni e delle sue potenzialità.

Il presupposto fondamentale è la possibilità di effettuare la migliore interazione tra soggetti diversi finalizzata alla massimizzazione quantitativa e qualitativa degli interventi. Il Comune deve sapere interagire senza avere la pretesa di voler gestire ogni intervento, garantendone gli indirizzi e il controllo.


SERVIZI TERRITORIALI SANITARI

Obiettivo fondamentale è quello di riavere servizi sanitari presso le strutture pubbliche e in più parti del nostro territorio. Nell’ambito della riorganizzazione dei servizi sanitari regionali l’ATS (ex sede ASL) di Peschiera Borromeo (via Matteotti) deve tornare a essere sede dei servizi amministrativi, di specialistica e diagnostica di base, e integrare i servizi di consultorio pubblico. A San Bovio e a Linate è opportuno avere presidi sanitari equivalenti. Inoltre, bisogna dotare il territorio di altri servizi, come un centro di fisiochinesiterapia e riabilitazione motoria, e centri benessere.

Il Comune deve sostenere e organizzare l’assistenza sanitaria domiciliare (prelievo sangue, diagnostica, infermieristica, post dimissioni ospedaliere).

È molto importante promuovere attività di informazione e prevenzione permanente sui temi della salute.


ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA

Il Comune di Peschiera Borromeo promuove già importanti servizi assistenziali che vanno implementati e ottimizzati nell’ottica di una maggiore attenzione alla relazione e al rapporto con chi è portatore di bisogno. Viviamo una fase in cui stanno aumentando i casi di persone che necessitano di assistenza, attenzione e sostegno: dai ragazzi in età scolastica agli anziani lasciati soli. Per questo chi vive un problema non deve essere trattato come una “pratica burocratica”, che si risolve con un servizio, ma attraverso un approccio di umanità solidale.

Questo può avvenire principalmente con una migliore interazione e integrazione di tutti i servizi comunali, costruendo un rapporto con chi ha bisogno di assistenza, con la formazione permanente di tutto il personale comunale e con una più intensa progettualità e collaborazione con gli enti del terzo settore e le altre istituzioni che operano nel territorio.

In questo ambito va perseguita una politica di integrazione nei servizi alla persona e nel reinserimento lavorativo.


1. Servizi alla persona

Insieme all’eventuale contributo monetario le persone in difficoltà necessitano di essere seguiti con servizi sociali, socio-sanitari, socio-educativi o educativi. Possono essere servizi contro il disagio psicologico e/o sociale, di istruzione, riferiti a bisogni di cura, per l'autonomia o di altra natura. Si intende così fornire nuove competenze agli utenti e/o aiutarli ad organizzare diversamente la propria esistenza. Il principio guida risiede nell’inserimento sociale: dare alle persone l’opportunità di costruire percorsi che – nei limiti del possibile – permettano di uscire dalla condizione di marginalità.


2. Reinserimento lavorativo

Le persone tra 18 e 65 anni ritenuti abili al lavoro devono essere aiutati nella ricerca di un impiego, partendo dalla disponibilità a iniziare un’occupazione offerta dai Centri per l’impiego e a frequentare attività di formazione o riqualificazione professionale. Il principio guida consiste nell’inserimento occupazionale: chi può, rafforza le proprie competenze professionali e deve compiere ogni sforzo per trovare un’attività lavorativa.


Alcuni interventi di sostegno

· Prestito d’onore e fondi a sostegno di persone e famiglie indigenti e contemporanea attivazione formazione e ricerca lavoro

· In accordo con le associazioni caritative del territorio fornire supporti per realizzare una Mensa sociale

· Assegno di maternità per donne in difficoltà economica


Alcuni interventi per il lavoro

· Individuazione di spazi da destinare a centri di aggregazione giovanile per produzione creativa e supporto ricerca del lavoro

· Incubatore di impresa e sostegno all’imprenditoria giovanile e femminile

· Sportello Unico comunale per svolgere un servizio di supporto effettivo allo sviluppo locale

· Afol per sportello lavoro e corsi di formazione

· Consulenza a chi cerca lavoro: fase di realizzazione del curriculum vitae, orientamento nella ricerca, gestione del colloquio di lavoro

· Potenziamento segretariato sociale: supporto a chi è disoccupato e in cerca di prima occupazione; incontro tra domanda e offerta di lavoro.

· Specifiche attività di segretariato sociale per effettivo inserimento lavorativo di persone con fragilità

· Apertura botteghe solidali per l’aiuto ai cittadini interessati dalla crisi economica


Per le persone con disabilità e il supporto alle loro famiglie sono necessari:

- Ripristino e riqualificazione sistema di trasporto disabili

- Realizzazione di un centro diurno per disabili

- Creazione di strutture per il Dopo di noi

- Piena integrazione scolastica di bambini/ragazzi disabili, con personale altamente specializzato in numero adeguato

- Avvio iniziative sportive sperimentali rivolte a disabili e accessibilità agli impianti sportivi pubblici

- Favorire accoglienza, momenti socio-ricreativi, soggiorni climatici e attività culturali per disabili


Per gli anziani è necessario garantire un sistema di continuo rapporto e monitoraggio della loro condizione finalizzato a non lasciare sole le persone (specie coloro che hanno difficoltà nella vicinanza e nel rapporto con propri familiari).

L’avvicinamento e l’implementazione dei servizi sanitari sul territorio consentirà una migliore fruibilità soprattutto da parte degli anziani insieme al supporto degli stessi nell’assistenza domiciliare.

La realizzazione della Casa di Riposo per Anziani (RSA), anche come centro diurno sul territorio comunale, permetterà di offrire un servizio territoriale oggi totalmente assente.

L’apertura della RSA non deve però fare venire meno il principio di un supporto alle famiglie nell’assistenza domiciliare degli anziani presso le loro abitazioni.


Le politiche per la casa rappresentano un aspetto che va nuovamente considerato e programmato allo scopo di realizzare appartamenti per sfrattati e bisognosi e per giovani coppie, in modo che possano avviare progetti familiari. In questo ambito vanno promossi su terreno pubblico interventi di Housing sociale.

È indispensabile nello stesso tempo migliorare le condizioni abitative dei cittadini che risiedono presso le case del Comune, dell’Aler e del Pio Albergo Trivulzio.


INTERVENTI DI RIUTILIZZO SOCIALE

Bisogna attivare percorsi di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata per lo sviluppo di progettualità a beneficio della cittadinanza. Esempi concreti possono essere:

- poliambulatorio medico-ginecologico in capo ad associazioni di medici in pensione per diagnostica e cura per pazienti indigenti;

- riattivazione degli appartamenti confiscati per progetti sul dopo di noi con cooperative sociali che si occupano di integrazione sociale di malati psichici;

- riutilizzo sociale di beni confiscati per la creazione di un laboratorio musicale connesso alla web radio locale.

Tutti i progetti di riutilizzo sociale possono essere finanziati dal fondo regionale per il riutilizzo sociale dei beni confiscati, sottoutilizzato dai comuni e, ad oggi, mai utilizzato da Peschiera Borromeo.



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