Cerca

Programma #11 SERVIZI COMUNALI DIGITALIZZAZIONE


Con l’arrivo dell’epidemia da Covid-19 la transizione digitale da generatore di opportunità (nel lavoro e nello studio, nel bilanciamento dei tempi di vita delle persone, nel tempo libero) è diventata sempre di più un elemento di inclusione sociale e un abilitatore di risposte per la sopravvivenza e il benessere delle persone.

Il Piano di Trasformazione Digitale deve agire su due macro aree: la cultura digitale e la tecnologia. Molti servizi, per necessità e per scelta, sono divenuti accessibili solo attraverso app e lo SPID è ormai uno strumento indispensabile come la carta d’identità.

L’Amministrazione comunale deve agire rapidamente perché, attraverso un sostegno ai cittadini e l’impostazione di un piano di educazione al mondo digitale, questi nuovi accessi ai servizi essenziali siano aperti a tutti. Ciò implica l’attivazione di programmi di collaborazione (e relativi finanziamenti), perché Associazioni di volontariato (a partire dall’Auser, che già si occupa di educazione agli adulti, e dai CAF, che si occupano di assistenza alle pratiche amministrative con strumenti informatici), ma anche istituti scolastici e universitari possano dare il proprio contributo sul nostro territorio.

Ovviamente le tecnologie che dovranno rendere possibile l’espansione dei servizi offerti saranno altrettanto importanti sul fronte interno; si dovranno tracciare i processi e sviluppare una nuova strategia per rendere nel tempo il sistema dei servizi sostenibile, scalabile e stabile.

Non si dovrà mai abbandonare la prospettiva del digitale come generatore di opportunità per sostenere le azioni in materia di sviluppo economico e lavoro, con opportune iniziative sul piano infrastrutturale e culturale (anche insieme al consorzio AFOL). Tre quindi le parole d’ordine del “nostro digitale": efficace, trasparente, accessibile.


Le componenti fondamentali dell’ingranaggio che farà muovere tutto saranno: infrastruttura, servizi digitali, educazione digitale per generare le competenze di base.


Infrastruttura

La linea di intervento è focalizzata sull’adozione di un nuovo modello organizzativo e tecnico di interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni, e tra queste e il mondo dei privati, fondato sull’utilizzo di API (Application Programming Interface) e di glossari standard, abilitando la creazione di veri e propri ecosistemi digitali.

Non è necessario inventare l’acqua tiepida ma saper scegliere da un vastissimo menù di servizi già disponibili per offrire servizi con requisiti di qualità minima percepita che siano equiparabili a quelli della Città metropolitana, che è il nostro habitat. Senza inserirsi in circoli virtuosi di collaborazione, sul piano politico e tecnico, e senza far leva sulle risorse che saranno disponibili nel PNRR non è immaginabile fare passi significativi.

Un elemento irrinunciabile è il concentrarsi sulla misurazione dei parametri che caratterizzano i vari processi che tagliano trasversalmente tutte le attività dell’Amministrazione. Questa infrastruttura di rilevazione deve essere estesa alla rendicontazione dei numerosi progetti che sono descritti in tutte le parti del programma (la capacità di monitorare e misurare gli effetti è un prerequisito per ottenere i finanziamenti). Ogni processo deve lasciare traccia, con i dati, strutturati e documentati, separati dalle interfacce e dal loro potenziale uso. È anche indispensabile, dopo aver valutato l’esistente e le risorse realmente disponibili, creare una dashboard (cruscotto) che renda disponibili, integrandoli, tutti i KPI (Key Performance Indicators) a tutti i livelli dell’Amministrazione in tempo reale, in modo oggettivo e senza intermediazioni (abolendo i report di settore), in modo che ogni azione correttiva sia basata su dati reali e sui dati che cambiano venga poi valutata e migliorata.


Servizi digitali

Sarà necessario inventariare tutti i processi informatizzati per valutare quali siano i dati disponibili a successivi passi di integrazione trasparente. I servizi che sono già disponibili ai cittadini, a partire dal sito e dalle interazioni burocratiche con l’Ente, dovranno essere oggetto di un’accurata analisi funzionale per individuare un elenco definitivo su cui investire non solo in termini di ammodernamento fine a se stesso (infrastruttura), ma di reale trasparenza e fruibilità (cultura).

Tra i servizi deve essere presente un “fascicolo del cittadino”, che renda visibili tutte le interazioni e le scadenze. L’app “Municipium” è un megafono digitale che può essere utile, ma corre il rischio di essere uno strumento di propaganda mono direzionale. Va vitalizzata la raccolta dei suggerimenti e delle opinioni dei cittadini, che deve diventare parte integrante dei servizi offerti e garantire un processo di follow-up che abbia adeguate garanzie. Un accesso ai servizi per tramite dell’app nazionale “Io” è auspicabile se le risorse infrastrutturali ed economiche lo permetteranno.


Le aree da rivalutare e per cui proporre una interfaccia valida e accessibile sono:

• fascicolo del cittadino

• fascicolo dell’impresa

• pagamenti digitali (PagoPa)

• sportelli digitali (e posta certificata)

• bandi e concorsi


Educazione digitale per generare le competenze base

L’aspetto della trasformazione, sul piano culturale, dovrà essere sviluppato con un tavolo che dettagli le azioni e fissi un gruppo di attori interessati e un crono programma. La visione human centric, ovvero quella in cui il cittadino è al centro, deve essere potenziata e ampliata: il digitale affianca tutti i cittadini (con particolare attenzione alle categorie fragili) nelle necessità quotidiane, amplia i servizi, costruisce una cultura inclusiva per garantire a tutti l’accesso alla rete e fornire le competenze per farlo.

Sarà necessario procedere su quattro piani diversi.

  1. Affiancamento. Devono essere create delle strutture all’interno di appositi spazi che possano diventare sportelli virtuali, in modo da consentire a tutti di accedere ai principali servizi digitali per creare nel tempo autonomia (totem e chioschi digitali). Le biblioteche, che già offrono accesso per motivi culturali, possono essere un luogo per fornire servizi di affiancamento per lo sviluppo della cultura digitale.

  2. Accesso autonomo. Va facilitato l’utilizzo di tutte le risorse disponibili (soprattutto per le categorie fragili) per garantire la presenza degli strumenti che garantiscano l’accesso (smartphone, basic tablet e wireless), prerequisito per la familiarizzazione e l’acquisizione di digital skills.

  3. Formazione. Deve essere attivata sia per gli operatori dei servizi sia per i cittadini: micro-corsi online (tutorial, p.e. BIP porta-digitale.it); digital angels (supporto inter-generazionale e formazione hands-on per giovani da sviluppare con le associazioni); corsi interni per tutto il personale sulla centralità del digitale con il cittadino al centro; corsi formali a vari livelli per attivare le competenze digitali (digital skills).

  4. Supporto. Bisogna evidenziare percorsi per garantire un servizio base (e un’adeguata escalation) in collaborazione con la Città metropolitana, associazioni e privati.



42 visualizzazioni