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I MILLE QUESITI DEL PGT

L’attuale amministrazione comunale ha deciso di portare in adozione il Piano di Governo del Territorio.

Avviare l’elaborazione del principale strumento di pianificazione urbanistica in pieno lockdown, senza la possibilità di un confronto profondo tra forze politiche, sociali ed economiche, è stato un gesto che lascia perplessi. L’emergenza sanitaria, la crisi sociale e i mutamenti nello scenario produttivo e occupazionale del Paese necessitano di valutazioni molto attente e ponderate. Viene da chiedersi se questo PGT ha una visione per il futuro, se è allineato con gli obiettivi che la stessa Amministrazione comunale si era data e se è vero che prevede il consumo zero di suolo.

A pagina 10 del documento si leggono le strategie assunte dal piano:

• ricucire per mettere in rete le risorse ambientali, identitarie, territoriali

• rinnovare per governare la rigenerazione del tessuto insediativo

• riformare per promuovere la riqualificazione di spazi, luoghi e funzioni

Ancora, viene da chiedersi dove e come è previsto che tali strategie vengano messe in atto, e dov’è la pianificazione in questo PGT.

Parliamo ad esempio di Bellaria, della discussa zona delle nuove case di via Fallaci, dove i cittadini chiedono da anni servizi e strutture senza ottenere risposta. Ebbene, attorno a queste case, a sud e a est della lottizzazione, il PGT propone di realizzare un bosco urbano (?).

Inoltre, a est della lottizzazione, sulla Paullese, dove c’era il florovivaista, è previsto un ambito agricolo periurbano (?), in un'area dunque che con tutta probabilità potrebbe presentare sottoservizi, fondazioni e scarichi, se non cisterne con residui di gasolio.

E ancora. Dove sorgono i ruderi della vecchia cartiera (ma chi aveva pensato di autorizzare una cartiera in mezzo alle campagne!) il PGT propone di utilizzare la legge regionale per creare un ambito di rigenerazione urbana (?). Proprio attorno alle aree agricole e al confine del Parco Sud. Proprio dove, invece, potrebbe sorgere un bosco di connessione tra la parte nord e sud del Parco Agricolo Sud Milano.

A mio parere, tutta quella grande area di Bellaria dovrebbe diventare un unico ambito di rigenerazione e riqualificazione urbana e ambientale, con servizi e strutture per la comunità.

Non si può ignorare che nella zona di via Fallaci, dove il PGT propone le aree agricole, la Metropolitana Milanese ha previsto la fermata M3 Peschiera Est, prolungamento della linea da San Donato (pag. 154 del documento della MM “Sistema di Trasporto Pubblico per la Direttrice Paullese – Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica”, settembre 2020).

Infine, ma non da meno, lascia perplessi l’intenzione di mettere mano al futuro di Peschiera con un mandato agli sgoccioli e un equilibrio politico sensibilmente fiacco.

Già nella seduta di Consiglio dedicata all’adozione del piano, ma soprattutto nella fase successiva alla sua pubblicazione, resta da sperare in una presa di coscienza dei Consiglieri comunali, dei cittadini e dei portatori di interesse, e in un’ondata di osservazioni al PGT.

Per il bene di Peschiera e del suo futuro.



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