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DIBATTITO SULLE PARI OPPORTUNITÀ


Si è svolto il 16 settembre, presso il Centro Pertini, il dibattito organizzato dall'associazione "L'Isola che non c'è" sui contenuti del documento “Obiettivi strategici per una politica locale attenta alle pari opportunità”, redatto dall’associazione stessa. Nel corso dell'incontro, ogni candidata o candidato sindaco ha avuto modo di rispondere alle stesse domande e di esprimersi in merito a temi come la violenza di genere e l'inserimento delle donne nel mondo del lavoro. Quella che segue è la traccia delle risposte del candidato sindaco Marco Malinverno, che nel suo intervento iniziale ha affermato: “Le politiche di genere e le pari opportunità non possono essere considerate un ambito, un settore specifico, ma devono permeare l’azione amministrativa”.


Domanda #1

Intendete aderire al Patto dei Comuni per la parità di genere e contro la violenza, già sottoscritto da diverse città non solo metropolitane nel 2019 proponendo Peschiera capofila per il Sud Est? Se sì, a quali punti darete priorità?


Ritengo che il punto 5 (“Supportare le persone nella conciliazione lavoro e famiglia promuovendo servizi adeguati, a sostegno dell’infanzia, dell’adolescenza e della terza età, e garantire alle donne maggiore sicurezza per quanto attiene alla mobilità, all'uso dei servizi pubblici e all'illuminazione delle strade”) e il punto 6 (“Fare rete tra istituzioni e sostenere le attività promosse dalle organizzazioni della società civile che abbiano i medesimi obiettivi”) siano strategici per la nostra coalizione di programma. Il nostro scopo ultimo è quello di creare le condizioni perché si arrivi alla “Città di prossimità”, nella quale si presta attenzione ai tempi di vita e ai tempi di cura, ai servizi e al sistema di supporto, alle famiglie e alle donne.

In questo senso vanno le nostre proposte per il decentramento dei servizi nelle frazioni (per esempio Linate e San Bovio, ma anche Mezzate e Bellingera), con uffici del Comune e della Polizia locale, servi socio-sanitari, negozi di vicinato e botteghe artigiane.

Per fare questo il Comune deve agire come agente promotore e propulsore attraverso il concorso del sistema delle associazioni, delle altre istituzioni, del terzo settore, della scuola: una strategia articolata che permetta l’interazione tra diversi soggetti sociali, economici ed istituzionali.

Particolare attenzione daremo alla realizzazione di tutti quegli interventi che possano garantire alle donne maggiore sicurezza per quanto attiene alla mobilità, all’uso dei servizi pubblici, agli spostamenti in tutto il territorio comunale, con strade ben illuminate ed eliminazione di pericolosi spazi bui nei parchi e nelle piazze della nostra città. È importante inoltre intervenire nella formazione degli agenti di Polizia locale per favorire azioni integrate, di natura preventiva, specie nell’ambito della violenza di genere.


Domanda #2

Evitando ogni polemica sul consultorio oggi presente, cosa vi proponete di fare per completare l’offerta con i servizi che il consultorio non offre, come ad esempio tutte le informazioni necessarie sul percorso da seguire per l’interruzione volontaria di gravidanza?


Bisogna uscire dall'ambiguità e ripristinare le condizioni perché si possa applicare la legge 194. A tutte le donne va garantito un accesso profondamente laico ai servizi. Sul tema del consultorio il Comune può e deve avviare un tavolo di confronto e concertazione complessiva con ATS per ripristinare i servizi che non abbiamo più e ripensare i servizi di medicina territoriale, prevenzione e diagnostica di base presso gli immobili di sua proprietà, non solo in via Matteotti, ma anche a Mezzate, Linate e San Bovio. Ci sono i fondi e le strutture per poterlo fare e Peschiera può diventare, nell’ottica della riforma regionale, Comune capofila per molti servizi sanitari territoriali.

Insieme ad ATS, ma anche con i consultori pubblici degli altri comuni, si devono avviare servizi

- di informazione e supporto psicologico riguardanti l’interruzione di gravidanza e l’eventuale scelta attraverso la certificazione medica che consenta l’ospedalizzazione (avendo possibilmente medici non obiettori);

- di promozione di una vera informazione sulla contraccezione che, oltre i metodi naturali, dia aggiornamenti a tutto campo e fornisca correttamente tutti gli strumenti, soprattutto attraverso percorsi formativi per gli adolescenti, evidenziando inoltre che il consultorio non è solo un punto di riferimento per donne o coppie, ma può prevedere servizi rivolti agli uomini, per affrontare patologie maschili con attenzione anche agli aspetti psicosessuali.

- di integrazione dell’offerta formativa soprattutto all’interno della scuola, per dare strumenti conoscitivi utili al fine di considerare la sessualità nella sua dimensione affettiva e di rispetto (siamo corpi e anime), e di sgretolare gli stereotipi di oggettivizzazione e mercificazione dei corpi.


Domanda #3

Quali azioni intendete intraprendere per contrastare la violenza di genere sul territorio?


Le donne sono, dopo gli immigrati, il principale oggetto dell’odio sociale, specie sui social media (fonte VOX). Se c’è una cosa che faccio fatica a capire sono quei Comuni che riempiono il territorio di telecamere e cartelli di controllo del vicinato, e poi si ignora quanto succede nell’appartamento di fianco, dove magari si consumano violenze verbali e fisiche. Noi intendiamo:

-aprire uno sportello che garantisca l’anonimato alle donne per assistenza e supporto legale nei casi di violenza, stalking, mobbing… in collaborazione con associazioni di legali donne; le donne vittime di violenza spesso non fanno denuncia anche per il timore di essere considerate corresponsabili della violenza subita;

-fare attività di informazione e sensibilizzazione sistematiche della cittadinanza attraverso iniziative ad hoc anche attraverso interventi specifici nelle scuole (è giusto che il Comune sostenga e finanzi associazioni sul territorio che vietano l’iscrizione alle donne?);

-avere una Polizia locale che sia attiva negli ambiti che abbiamo indicato nel nostro programma: prevenzione del degrado comunitario e territoriale; gestione dei conflitti di territorio in coordinamento con Servizi sociali, Servizio attività produttive, settore Lavori pubblici ed edilizia, Sviluppo economico; promozione della coesione sociale…


Domanda #4

Quali azioni intendete intraprendere per favorire l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro?


Su 100.000 persone che hanno perso il lavoro durante il primo lockdown 99.000 erano donne (allo Sportello lavoro del Comune di Peschiera Borromeo nel 2020 le donne erano 20 su 32 persone). È necessario innanzitutto definire una strategia complessiva sui tempi dell’economia e del lavoro. Il nostro programma richiama in più punti il tema del lavoro e dello sviluppo, sia per consentire alle aziende di investire sul territorio, sia per la creazione di start up innovative e di incubatori di impresa. Lo sviluppo del sistema infrastrutturale e dei trasporti rientra in questo ambito strategico. Ma anche le politiche di supporto alla progettazione e al posizionamento di finanziamenti pubblici per commercianti, artigiani e piccole e medie imprese. Il Comune può essere consulente attivo capace di convenzionare le attività di sviluppo consentendo in questo modo l’inserimento di donne, persone con disabilità, Neet e lavoratori usciti dal sistema produttivo.

Nello specifico riteniamo che il Comune debba creare al proprio interno un ufficio per servizi sulla formazione, il supporto psicologico, le politiche attive e l’incrocio tra domanda e offerta. Con Afol, di cui il Comune è socio, si possono implementare molti servizi per realizzare attività di scouting di figure professionali utili allo sviluppo delle aziende del comprensorio.

Aiutare le donne nella conciliazione dei tempi è molto importante. Inoltre, mettere in relazione domanda e offerta, anche attraverso i servizi offerti da Afol, può essere un primo passo per conoscere le opportunità lavorative presenti, oltre a sostenere l’imprenditoria femminile con incubatori di impresa sul territorio e a favorire la creazione di botteghe solidali.


Domanda #5

Fra le proposte del documento presentato, quali sono gli obiettivi che vi proponete nei primi 100 giorni? Istituirete la commissione consigliare permanente sulle pari opportunità e, se sì, con quali poteri?


Sono fermamente deciso, e l’ho più volte dichiarato, ad aderire al Patto nei primi 100 giorni, in caso dovessi essere eletto.

Ciò significa:

-rendere subito operativa e proattiva la Commissione pari opportunità. Una commissione si può riunire non solo per discutere sulle delibere che vengono presentate in Consiglio comunale, ma anche per dibattere, confrontarsi ed effettuare audizioni e incontri su temi specifici, quindi nulla vieta di effettuare una o più sedute su temi legati alle pari opportunità, violenza di genere, conciliazione lavoro-tempo libero e temi che riguardano le donne, per portare poi all’attenzione della giunta proposte di delibere;

-convocare una riunione congiunta Commissione pari opportunità e Giunta comunale per stabilire metodologia di lavoro, momenti di programmazione congiunti, verifica e controllo;

-convocare le associazioni per una discussione a tutto campo su progetti e proposte nel breve e medio periodo.


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