Cerca

8 MARZO: VERSO LA CULTURA DEL RISPETTO

Ho due figlie e vedo le difficoltà che hanno nel confrontarsi con le persone di sesso maschile, soprattutto nel mondo del lavoro. So dei problemi che affrontano nell’affermare la propria personalità e unicità, e delle decine di episodi di molestia verbale e relazionale.

L’arroganza, la pretesa di dominio, il devastante senso del possesso mostrato verso le donne è frutto di una cultura che le considera corpi, oggetti del desiderio, strumenti senza identità.

Quando insegnavo ai ragazzi dai 14 ai 19 anni ero spaventato dall’invadenza della pornografia nelle loro vite. Le donne come merce, incubatrici, corpi da esibire e da trasformare, strumenti di business nella dimensione parossistica di una rincorsa al concetto di bellezza fatto di stereotipi e di logiche funzionali al potere.


Il non rispetto nasce perché non c’è educazione, a partire dalla famiglia. Non parlo di educazione formale, fatta di parole, ma di come i figli vivono e vedono il rapporto tra i propri genitori, di come vengono cresciuti nel rispetto per gli altri.

I fenomeni di bullismo sono all’ordine del giorno fin dalle prime classi elementari. Questo significa che ai più giovani passa il messaggio della prepotenza, della superiorità di genere. E non è un caso che, talvolta, anche le adolescenti si organizzino in branco per dominare non i ragazzi, bensì sempre e comunque le ragazze, in una logica di potere secondo la quale chi viene considerato inferiore va sottomesso.

Diceva Pasolini: “Le leggi sono giuste, ma la frustrazione sessuale e la violenza contro le donne restano”. Perché è appunto un problema di cultura e formazione, dalla famiglia alla scuola, e sin dalla più tenera età.


Come uomo cerco di vivere l’amore come scoperta dell’altro, come cura e ricerca di ciò che mi può corrispondere e completare, sapendo che la mia libertà ha e deve avere dei limiti. Come politico mi batterò sempre contro la logica del potere. Come sindaco sosterrò ogni iniziativa che tuteli i diritti delle donne: dal consultorio all’avviamento professionale, dall’assistenza domiciliare agli asili nido. E farò in modo che la politica delle pari opportunità possa favorire, ogni giorno dell’anno, una cultura del rispetto e della responsabilità.

12 visualizzazioni